Borgo Laudato Si', dove le persone abbracciano gli alberi per riconnettersi con la natura

Don Stefano Cascio lei è stato scelto da Leone XIV per dirigere il Borgo Laudato Si’ e occuparsi a tempo pieno di economia sostenibile ed efficientamento energetico. Per diversi anni però ha fatto il parroco a Centocelle, esiste un nesso?
«Quando facevo il parroco ho lottato tanto con la comunità locale poiché il parco di Centocelle era invaso dagli auto-demolitori e il nostro quartiere non riusciva a riavere il suo spazio verde. Ricordo che abbiamo dovuto combattere parecchio». 

Attualmente, come vice direttore, su cosa sta lavorando? 
«Seguo la parte amministrativa e gestionale del Borgo. Stiamo crescendo progressivamente. In parallelo mi occupo della parte legata al settore educativo, proprio in questi giorni stiamo preparando i laboratori destinati ai ragazzi della scuola materna ed elementare e anche poi delle medie e delle superiori». 
Quali sono i progetti già operativi e quelli che, invece, sono in programma? 
«Da quando è stato avviato il Borgo stanno funzionando già diversi seminari. Per esempio a marzo ce n'è uno impegnativo con l'università americana di Notre Dame che, tra l'altro, è il nostro partner nella formazione destinata agli studenti. I seminari sono diversi e possono andare da un minimo di due giorni, da collegare, per esempio, alla ecologia integrale, ad altri più lunghi, già prenotati, uno per esempio da parte della World Global Alliance». 
C'è pure un ristorante a Km zero…
«Quello verrà inaugurato ufficialmente a giugno anche se ora abbiamo già dei catering che funzionano. In ogni caso lo chef che è stato scelto, Art Smith, ha già iniziato a prendere contatto con il territorio poiché chilometro zero significa far arrivare alimenti prodotti nelle vicinanze dalle aziende agricole dei Castelli. Noi per ora non produciamo ancora tutto, ci vorrà un paio di anni (per esempio per il vino e fare la prima vendemmia). Art Smith ha iniziato a scoprire, prendere contatti, assaggiare la carne e altri prodotti locali». 
Sarà un ristorante costosissimo?
(ride) «Assolutamente no, sarà aperto anche a pranzo e non avrà prezzi alti anche perché non è nello spirito del Borgo Laudato Si’. Noi ci rivolgiamo a chiunque, dai bambini ai vertici delle aziende come è nella missione della Chiesa, di parlare a tutti». 
È sostenibile economicamente il Borgo Laudato sì?
«Attualmente i dipendenti sono 64, più o meno la dimensione di una piccola azienda. Essendo all'inizio siamo sostenuti dall'esterno con donazioni. Finora al Vaticano l'intero progetto non è costato niente. E poi abbiamo un direttore formidabile (padre Manel Dorantes) che viaggia tanto negli Usa. L'attenzione che riscontra è alta a riprova che le idee buone camminano sempre. Il bilancio chiuso nel 2025 era in pari, le spese sono state coperte dalle elargizioni». 
Come selezionate le aziende che vogliono lavorare con voi?
«I nostri partner devono avere requisiti altissimi di trasparenza, etici, di due-diligence, di rispetto dei processi di transizione ecologica». 
È vero che c'è gente che chiede di abbracciare gli alberi?
«Le prime volte che li vedevo mi scappava da ridere. Ciò ci racconta del bisogno generale di ritrovare contatto con la natura». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti anche

Ultimi articoli pubblicati