Da Khaby Lame a Biagina Grippo, su TikTok la rivincita dell'uomo comune

Tramonta l’era del patinato made in Instagram, dove ogni selfie simula un set cinematografico e dove fino a ieri regnavano incontrastate le pose più artefatte: oggi gli utenti cercano la semplicità della vita quotidiana. E la rivoluzione passa per TikTok. L’ha capito Khabane Lame – su internet “Khaby Lame” – classe 2000, che con 77milioni di follower ha disarcionato la famiglia Ferragni, battendo in popolarità tanto di Chiara che di Fedez.

 

La sua strategia è semplice: Khaby osserva i video degli altri utenti, quei “life hack” (“trucchetti di vita”) che, se nella mente dell’ideatore sono soluzioni sofisticate a problemi complessi, spesso risultano essere complicazioni inutili di problemi inesistenti. Il ragazzo li smonta con ironia, chiudendo sempre con un gesto della mano che sta a dire: ci voleva davvero così tanto?

LA CRITICA

 Più che una critica sociale, una critica dei social e della loro deriva sensazionalista. Niente dialoghi: quando l’obiettivo è la semplificazione, lui fa a meno anche della parola. «Il linguaggio universale è quello dei gesti», spiega il ragazzo, «in questo modo posso farmi capire da tutti». E i numeri gli stanno dando ragione. Senegalese cresciuto in Italia, prima del lockdown Khaby era un operaio rimasto senza lavoro quando l’azienda per cui lavorava è entrata in crisi. Oggi è il secondo tiktoker più seguito al mondo e ha alle spalle uno studio legale per la tutela dei suoi diritti d’immagine. La sua forza è il netto rifiuto della spettacolarizzazione dei social, espressa in un’ironica apologia dell’uomo qualunque. Una negazione che è al contempo anche un ritorno alle origini, a quel 2010 che vide l’ascesa di Felix Kjellberg (in arte Pewdiepie), partito da un chioschetto di hot dog per diventare lo youtuber milionario più famoso al mondo.

Anche lui puntò tutto sulla semplicità: riprendeva in cameretta le partite dei suoi videogame preferiti, condividendole con una fanbase di fedelissimi che in lui si rispecchiavano. Con il tempo però i social media sono diventati altro: vetrine di stili di vita improntati sullo sfarzo, accese tribune politiche, casse di risonanza per ego in cerca d’ostentazione. Di “social” rimaneva poco o nulla. Il lockdown ha messo un freno ai trend più controversi e ha spinto gli autori di video a spogliarsi degli eccessi, ripartendo dalla cameretta di Pewdiepie per trovare una dimensione che fosse il più possibile a misura d’uomo.

IL BOOM

 Ed è esploso così il riscatto targato 2020 degli influencer straordinariamente ordinari. Norma Cerletti, fondatrice di “Norma’s Teaching”, è arrivata su Tik Tok soltanto lo scorso anno e oggi, con 370mila follower, è l’insegnante d’inglese più famosa d’Italia.

Niente trucco, letteralmente: Norma ha dalla sua un look acqua e sapone che la rende subito accattivante, unito a una capacità comunicativa formidabile. Il suo corso “Pronunci-YAY-tion” è il più seguito in Italia e Norma ha da poco stretto un accordo con Mondadori per la pubblicazione del suo primo libro, “NormaL English”. Il pubblico di TikTok è formato principalmente da ragazzi tra i 13 e i 25 anni, ma sta aumentando l’interesse anche da parte dei meno giovani.

LA NOVITÀ

 E a volte capita che siano proprio loro a prendere le redini. È il caso di Roberta Primo, la settantacinquenne “nonna di TikTok”, che vanta un pubblico di oltre 200mila follower. Il suo modo di fare autentico ha subito conquistato il cuore degli spettatori, che la interpellano quotidianamente sui temi più disparati, dall’attualità al secondo dopoguerra.

 

Una chiacchierata informale che colma il gap generazionale, in maniera tanto genuina quanto naturale. «Ho scoperto questo social perché me ne ha parlato la mia nipotina», spiega Roberta a Radio 24, «e ho notato che questi ragazzi hanno bisogno di parlare, di sfogarsi, di fare domande anche stupide, per avere compagnia». Roberta ha un diploma di terza media ma ha lavorato per 35 anni in libreria ed è abituata a stare in mezzo alla gente: su TikTok ha ritrovato una dimensione che con il tempo le era venuta a mancare. «Non si devono demonizzare i social», afferma, «ma bisogna stare attenti a tutto, lo dico sempre ai miei ragazzi».

LA TESTIMONIANZA

Ritorno alle origini vuole dire anche ripresa dei temi sociali e riflettori puntati sulla quotidianità, che spesso è tutto fuorché perfetta.

L’ha scoperto Biagina Grippo, giornalista del Salernitano, che da anni combatte per smantellare i pregiudizi legati all’autismo e aiutare il figlio Francesco, affetto dalla sindrome di Asperger. Approdata su TikTok qualche mese fa, ha subito raggiunto risultati strepitosi: 23mila follower (un’enormità, considerando il tema trattato) e video che sfiorano il milione di visualizzazioni. «La gente fa il tifo per noi», racconta Biagina, «e tante persone, seguendoci, hanno iniziato a comprendere cos’è realmente l’autismo. Grazie a questi video, Francesco riesce a relazionarsi meglio ed è molto più sicuro di sé».

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