Il telescopio più potente del mondo parla italiano: sarà attivato nel 2025 nel deserto di Atacama in Cile

Sarà l’occhio più grande che il mondo umano rivolgerà verso il cielo, alla ricerca di possibili forme di vita. Lo sguardo degli scienziati che studieranno ancora meglio lo spazio con i suoi pianeti in orbita attorno ad altre stelle, i buchi neri supermassicci, la natura e la distribuzione della materia oscura e dell’energia oscura che dominano l’Universo. È un programma ambizioso quello dell’European Southern Observatory, l’organizzazione europea per la ricerca astronomica nell’emisfero australe con sede in Baviera finanziata da sedici nazioni del vecchio continente, che nel 2004 ha stabilito la necessità, per mantenere il primato nell’eccellenza della ricerca astronomica, di dotarsi di un ambizioso strumento di studio. Dalle intenzioni si è passati a progettare E-Elt, acronimo di European Extremely Large Telescope, il più grande telescopio mai realizzato nella storia della ricerca scientifica, che entrerà in funzione nel 2025.

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LE ECCELLENZE

Nel gruppo di aziende europee incaricate della sua realizzazione compaiono anche tre realtà italiane, titolari della maggiore commessa affidata dall’Eso per dare vita a Elt. Si tratta del consorzio formato dalla Astaldi e dalla Cimolai, che per 400 milioni di euro (su un budget superiore al miliardo) si stanno occupando nel deserto di Atacama, nel nord del Cile sulla montagna andina Cerro Armazones a oltre tremila d’altitudine, di realizzare la struttura portante e la cupola rotante dell’ambizioso telescopio. Astaldi, nel frattempo entrata a far parte di Webuild – il neonato gruppo Made in Italy specializzato nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse creato da Salini Impregilo – sta seguendo la parte edilizia, mentre la pordenonese Cimolai si sta occupando delle parti in acciaio (circa 13.000 tonellate), opere civili, meccanismi, impianti e finiture. Il tutto con la partecipazione della veneziana Eie Group, società di ingegneria leader mondiale nello sviluppo di progetti nei campi dell’Astronomia, dell’Astrofisica e della Grande Scienza. Tre eccellenze italiane riconosciute a livello internazionale, che collaborano tra loro e con gli altri partner europei (tra i quali il gruppo tedesco Schott, che si occupando della parte ottica utilizzando materiali in vetroceramica).

PRECISIONE E FUTURO

Nel campo della ricerca astronomica, l’attenzione a ogni minimo dettaglio è doverosa, dato che bisogna garantire la solidità delle strutture, destinate a funzionare almeno per i prossimi trent’anni (il radiotelescopio di Arecibo collassato a Porto Rico era stato costruito all’inizio degli anni ‘60), come la loro precisione ed efficienza. Infatti E-Elt dovrà osservare l’universo nella banda della luce visibile e del vicino infrarosso, con lo stesso potere di risoluzione di 100 milioni di occhi umani. Per comprendere il valore della sfida, è sufficiente considerare come i più grandi telescopi in funzione, ad esempio il Gran Telescopio Canarias ed il Southern African Large Telescope, hanno degli specchi di osservazione di una decina di metri di diametro. E-Elt sarà dotato di uno specchio principale di 39 metri, formato da 798 segmenti esagonali, che raccoglierà la luce dal cielo notturno e la rifletterà sullo specchio secondario e via via fino a un quinto specchio. Un balzo nel futuro per la scienza astronomica, che potrà osservare l’universo visibile a un livello di dettaglio 16 volte superiore a quello fornito dal Telescopio Spaziale Hubble, spedito nello spazio esattamente trent’anni fa, consentendo anche lo studio dell’atmosfera dei pianeti extrasolari con la possibilità di individuare quelli dove siano possibili forme di vita come concepite sulla Terra.

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